Il progetto Miramare esplora la ritualità connessa all’immaginario vacanziero e festivo da un punto di vista estetico. I lavori esposti fanno parte di un corpo di opere che comprende dipinti a olio e una raccolta di fotografie personali, trafugate e trovate. Miramare fa riferimento ai ricordi estivi emersi dall’infanzia dell’artista, ambientati fra Rimini, Ostia e Fregene, e alla migrazione dall’ambiente urbano verso il mare. Alla spiaggia si associano una serie di riti e immagini archetipiche, diffuse trasversalmente tra le classi sociali.
La narrazione visiva si compone di momenti estrapolati da un inconscio al tempo stesso collettivo e individuale, intimo. Il processo pittorico agisce qui come dispositivo di riemersione del ricordo e ne simula la natura. All’atmosfera nostalgica e familiare si contrappone una prospettiva straniante, apocalittica. Le immagini, spogliate di dettagli, ambigue, si tingono di cromie acide e surreali che suggeriscono un universo parallelo e sospeso nel tempo e nello spazio.


